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Luna di Carta

Just another artistsagainstwar.info weblog

Archive for Luglio, 2011

Il ponte dell’Arcobaleno..

admin on Lug-24-2011

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Il racconto che precede questo scritto descrive bene il sogno/desiderio di ritrovare un dì lontano tutti i nostri amati animali.

Come spiegare a chi non ama e non ha amato un micio o un cane la sensazione di sgomento e di vuoto, che si avverte con la loro dipartita?

Io soffro ancora per l’aver perso Sara, la mia siamese, ma se guardo nel profondo del mio animo mi manca anche Micia la gattina europea che mi regalarono quando avevo sei anni. Me la portarono un giorno all’uscita da scuola, nascosta dentro ad un cestino piccolissimo di vimini. Era davvero piccina, poco più di un mese forse, ed aveva ancora gli occhietti azzurri come il cielo. Da quel giorno fummo inseparabili ed eravamo talmente affiatate, che mia madre dovette rinunciare a togliermela dal cuscino durante la notte perché io mi svegliavo puntualmente e lei tornava e tornava. Era bellissima, ora la posso descrivere come una Soriana europea dal manto marmorizzato silver tabby. Al sole sembrava d’argento..

I gatti a casa dei nonni non hanno mai avuto il bene di avere un nome, non che fosse vietato, ma loro erano cinofili convinti e poco amanti dei gatti anche se ne avevano sempre due o tre in giro per casa. Così neppure alla mia micetta fu attribuito un nome, ma io e lei avevamo un linguaggio tutto nostro da condividere. Vicine per 18 anni.

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E’ l’unica della quale posso dire con certezza mi sia tornata dopo morta, lo ha fatto una notte dopo molti mesi dalla dipartita da questo mondo. E si è fatta sentire nel modo più consueto possibile, cioé con la leggera pressione delle zampine sui miei piedi, proprio come di suo solito.

Sara invece non è mai andata via da questa casa, ogni tanto me la rivedo sdraiata nel corridoio o sulla sua cuccia vicino al computer.

Ed ora ci sono tutti i miei piccoli, che sono per me una gran gioia, anche se mi preoccupa la loro tarda età perché io potrei non esserci a curarmi di loro. Ai miei figli ho intimato: “Quando sono morta rammentate che io vi guardo dagli occhi di Miuu, Shinji, Akiko e Kaito.

Spero invece di ritrovare tutti i miei amici pelosi presso il ponte dell’Arcobaleno e credo che ci sarà un po’ di affollamento, con Black e Rover i miei pastori tedeschi, Micia e Sara con Filomena, detta Filo, la certosina cieca e i suoi tre gattini. E forse chissà rivedrò anche Tippete, il randagetto simil volpino di mia nonna, e Blaccone (black) che con il suo grugnito sordo mi intimava di non violare la sua privacy. Rivedrò la micina bianca e pezzata della nonna e Micio, un gattino neurologico, che cadeva in continuazione di sotto dalla finestra (senza farsi male perché eravamo al primo piano) e che un giorno così facendo se ne fuggì per seguire una gattina affascinante?

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Spero. E prometto di essere io ad aspettare i miei quattro piccini sul prato antistante il ponte dell’Arcobaleno insieme a tutta la truppa …

Lu’

una bussola tra inferno e paradiso

admin on Lug-17-2011

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Un uomo amava moltissimo il suo gatto.

Quando il gatto morì, per l’uomo fu un co…lpo durissimo, che gli fece rendere conto che quel micio era l’unico essere vivente che l’avesse amato in modo davvero incondizionato.

Così, quando anche l’uomo morì, il suo ultimo pensiero fu di gioia, perché avrebbe rivisto il suo amato gatto.

E infatti, lui era lì ad aspettarlo, tutto ronfante e felice di rivederlo.

E così l’uomo ed il suo gatto si trovarono su una lunga strada di campagna.

L’uomo vede un cartello che dice: “PARADISO PER DI QUI”.

E cammina e cammina.

Dopo un po’ supera una fattoria.

All’orizzonte vede il riflesso di un enorme cancello bianco e sente che finalmente è arrivato.

Arriva al cancello, stanchissimo.

La luce che emana dalla città è abbagliante e lui completamente stupefatto.

Anche il gatto è piuttosto entusiasta…

Finalmente appare un uomo vestito di bianco.

“Benvenuto in Paradiso” – gli dice.

“Tutto quello che hai sempre voluto qui c’è! Ogni tuo desiderio sarà esaudito. Che cosa desideri?” L’uomo sorride.

“Beh, in questo momento, tutto quello che vorrei è un po’ d’acqua per me e per il mio gatto”. L’uomo schiocca le dita e fa apparire un calice splendido.

Un altro schiocco di dita ed il calice si riempie di ghiaccio dalle forme splendide.

L’acqua si materializza sopra al ghiaccio, che però non si scioglie.

Una cannuccia e una fetta di limone completano lo spettacolo.

E l’uomo dice: “Non ci sarebbe anche una ciotolina per il mio gatto?”

L’uomo in bianco scuote la testa e gli spiega che gli animali non sono ammessi in paradiso, il paradiso è solo per gli umani.

L’uomo pensa al meraviglioso compagno della sua vita, ricorda che è stato l’unico essere vivente che l’abbia mai amato in modo incondizionato e spiega al signore in bianco che non vuole andare in paradiso senza il suo gatto.

L’uomo in bianco scuote la testa e risponde: “Mi dispiace, ma ci sono delle regole!”

E così l’uomo prende in braccio il micio esausto e lentamente torna indietro lungo la strada.

Quando arriva alla fattoria, un signore anziano e pieno di rughe lo saluta.

Il gatto, che era in braccio esausto, guarda su e miagola piano piano.

Il contadino saluta l’uomo: “Hey straniero, sembri stanco ed assetato. Vuoi bere qualcosa?”.

A questo punto all’uomo non interessava assolutamente dove si trovava, tutto quello che sapeva è che aveva tantissima sete e che il suo adorato gatto era quasi disidratato.

Allora fece segno di sì con la testa ed il contadino lo portò ad un pozzo.

“Mi dispiace, non ho niente di buono da offrirti”, gli spiega, immergendo una latta nel pozzo.

La passa all’uomo che beve avidamente.

Appena finisce di bere, si accorge che il vecchio sta dando da bere al gatto.

Il contadino gli spiega: “Credo che avesse sete anche lui. Davvero un bel gatto, complimenti!”.

L’uomo fa cenno di sì e continua a bere.

Il contadino sorride tra se e se.

“Amico, senti, vorresti fermarti per cena? Non ho niente di buono da offrirti, ma a mia moglie e ai miei figli e a me farebbe piacere la tua compagnia.”

Poi guarda il gatto gli strizza un occhio e dice: “Credo che sia avanzato un po’ di latte anche per te!”.

E così l’uomo ebbe una cena semplice ma nutriente, e sorrideva felice.

Il micio era accoccolato davanti al fuoco e tutti intorno alla tavola sembravano felici ed in pace. Chiacchieravano della giornata di lavoro, di cosa gli animali avevano bisogno, cosa seminare la prossima stagione, di chi aveva bisogno di quale aiuto e cosa fare il giorno seguente.

L’uomo era più felice di quanto non fosse stato in molti anni, e il suo vecchio micione stava ronfando in un modo che gli faceva venire le lacrime dalla commozione.

Il contadino se ne accorse e gli disse: “Figliolo, perché non ti fermi per un po’, sembra proprio che tu non sappia dove andare. Non possiamo offrirti una sistemazione comoda, ma di sicuro qui è dignitoso. Puoi aiutare le mie figlie ed i miei figli a curare gli animali e il raccolto, lavorare nella fattoria. Divideremo con te la nostra semplice casa. Chiaramente, il tuo gatto può restare con gli altri gatti. Lo ameremo tutti come se fosse uno dei nostri.”

E così l’uomo rimase e lavorò nella fattoria del vecchio contadino.

Il gatto riprese le forze ed il suo pelo ed i suoi occhi brillavano come se fosse ritornato cucciolo. Nella fattoria non c’era niente di moderno o lussuoso, ma si stava davvero tanto bene.

Ma un giorno, mentre lavorava nei campi, ricordò improvvisamente il cancello luminoso che aveva rifiutato di varcare.

Improvvisamente gli venne la paura di andare all’inferno, corse dal vecchio e gli domandò dove si trovasse realmente e perché lui e gli altri della fattoria fossero stati cacciati via dal Paradiso.

Il contadino sorrise e disse: “Figlio, quel posto non è il paradiso. Non lasciarti imbrogliare dai cancelli che brillano. Hai fatto la cosa giusta andandotene. Pensi davvero che Dio rifiuterebbe l’ingresso ad uno dei suoi angeli?”.

Il contadino chiese all’uomo se fosse felice lì e se gli piacesse fare il lavoro che gli era stato assegnato.

L’uomo disse che non era mai stato più felice in vita sua, che il lavoro era duro ma che gli dava soddisfazioni, il cibo era semplice ma buono e la sua stanza era perfetta per lui. E che specialmente, poteva stare col suo gatto e vederlo felice.

E il vecchio sorrise e chiese all’uomo: “Allora, che dubbi hai?” Non tutto quello che vuoi è bene per te. Il tuo cuore desidera molte cose che potrebbero farti male e tu devi fare molta attenzione ai tuoi desideri. Se non sei felice qui puoi andartene quando vuoi, ma a me piacerebbe che tu restassi.” Arrivò il micio e si strusciò sulle gambe del contadino. “A proposito, dove credi di essere?”.

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Mentre il contadino sollevava il micio sulla sua spalla per accarezzarlo per bene, il sole brillò attraverso la pelliccia del gatto. L’uomo notò che il contadino aveva una specie di aureola luminosa. Un pensiero lo sfiorò…

“Sì!” – disse il contadino – “Adesso hai capito”.

L’uomo guardò ancora e vide che molti animali avevano la stessa aureola, e tutti erano felici di riflettere l’amore semplice e incondizionato che Dio ha per noi.

“Loro sono l’unico modo che ho per raggiungere la maggior parte di voi” – disse – “e sono felice che il tuo angelo finalmente ti abbia riportato da me!”.

L’uomo si emozionò e abbracciò il contadino con gli occhi colmi di lacrime.

“Benvenuto in Paradiso!” gli sussurrò piano…

E l’angelo appollaiato sulla spalla di Dio ronfava felice…

frontline wifi

admin on Lug-5-2011

http://pks-images.s3.amazonaws.com/product-images/Flea_Tick/Frontline-Plus-Cat_3mo_300.jpg

Oggi giornata memorabile! Ho installato il nuovo router wifi (ho impiegato un tempo impossibile) ed al termine delle mie peripezzie telematiche ho avuto la geniale idea di dare l’antiparassitario alla prole pelosetta.

Le due ragazze, Akiko la bianca e Miuu la blu, non han battuto ciglio. Forse solo Miuu ha cercato di essere un po’ rassicurata, perché ho notato che mi veniva dietro dietro ad ogni passo per casa.

Shinji apriti cielo! Deve essersi riuscito a dare una contorsionistica leccata al Frontline, l’antiparassitario messo da me in un punto impossibile da raggiungere (giuro!), ed ha iniziato a sbavare e a girarmi intorno con la lingua a penzoloni. Per un po’ ho temuto la reazione allergica al farmaco antiparassitario, per la posa scenografica del mio soggetto.

Poi l’idea geniale, che ha risolto il caso clinico. La bandana!

Ho preso l’adorato gattopotamo rosso, l’ho messo a sedere sul tavolo di cucina (tanto c’è la tovaglia di plastica lavabile), e gli ho avvolto il collo con il tovagliolo a mo’ di fazzolettone impedendogli di leccare l’antiparassitario e grattarsi. Ho sacrificato un tovagliolo, ma ne è valsa veramente la pena. Credo che la cosa lo abbia rassicurato, tanto che, due secondi dopo l’abbondante dose di coccole di contorno alle operazioni, ha ripreso a mangiare la sua cena ed al termine ha bevuto.

Shinji è un gatto di cuore, emotivo direi, ma con le femmine deve mantenere il punto.  Così calato nella parte ha proseguito la sceneggiata del gatto malato con il camminare quatto quatto (abbassandosi quasi a terra) su e giù per la cucina, salvo sdraiarsi sul pavimento con l’aria di grande sofferenza. L’istinto al gioco del mio gigantesco gatto piccolo è superiore a qualsiasi finzione e da quella strana posizione ha iniziato a giocare con cose mai guardate prima da quella angolazione, tipo la ciotola dell’acqua.

Sotto lo sguardo ancora preoccupato delle due micette Kaito ha capito e felice ha ripreso le attività ludiche di agguantarlo a sorpresa con giocosa ferocia.  Akiko e Miuu a questo punto han mostrato tutta la loro classe felina ed hanno abbandonato i due scriteriati ai loro giochi.

Scrocchiazzeppino Kaito è di una intelligenza quasi umana, dove possa mai contenerla con quella testolina piccina non potrei dire. Sono un po’ incavolata con lui perché proprio non riesco a farlo ingrassare e per questo, naturalmente, lo sto viziando.

Caparbio come pochi gatti che ho conosciuto, saltella qui e là a piè pari dove lo porta il genio e mi fa pensare a Bambi, il principino cerbiatto mentre gioca con Tippete e gli altri coniglietti. Il pomeriggio “coccole”, ma solo quando lo dice lui, e l’appuntamento è sulla mia scrivania, dove tra una gobbina e una strofinatina di musetto indaga con gli occhi vispi tutte le scartoffie e i libri.

Ha superato a pieni voti la prova “Youtube”, tanto che così piccino guarda con attenzione le immagini animate sul pc e va ad annusare il o i personaggi del video. Devo mostrargli il cartoon breve di Simon’s Cat con la mosca. Poi lo filmo…

Lu’