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Luna di Carta

Just another artistsagainstwar.info weblog

Archive for Gennaio, 2011

due principesse…

admin on Gen-23-2011

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Queste due principessine gemelle sono state adottate un mese fa e oggi restituite al mittente. La scusa: erano poco coccolose. Bleah…

E’ il gatto che sceglie il suo padrone, non il contrario. Soprattutto l’umano che desidera conquistarsi il cuore di un gatto deve ben comprendere che ha di fronte un animale sensibile, intelligentissimo e soprattutto dotato di carattere e dignità propri.

Crescere un gatto NON è assolutamente la stessa cosa di avere un cane. Quanto alle coccole bisogna meritarsele in primo luogo, poi o anche pre adozione è necessario guardarsi allo specchio e domandare all’immagine riflessa: “quanto sono coccolone io?”. Così se il tuo carattere è affettuoso, ci sono ottime probabilità che il gatto sarà affettuoso. Ma se sei distratto, nervoso o sempre di corsa, il tuo gatto sarà uno splendido oggetto di arredamento, che ti degnerà della sua attenzione solo per ricordarti di nutrirlo all’ora di cena.

L’affettuosità del gatto infatti è direttamente proporzionale alla tenerezza che riceverà, ma anche rigorosamente soggetta all’educazione, alle personalissime peculiarità del caratteriale, ai suoi gusti, quindi al rapporto con il suo padrone.

Lu’

Shinji piccino..

admin on Gen-20-2011

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Questi sono giorni estremamente faticosi per me, con giornate di 25 ore invece che di 24 e tanto, tanto lavoro. A condire il tutto le cartelle pazze emesse dall’esattoria dello stato, che sì è vero si concludono felicemente al telefono con l’operatore, ma che ti fanno perdere ore ed ore di attesa alla cornetta.

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Poi le visite mediche.. Non so voi, ma qui a Roma per fare un elettrocardiogramma con il sistema sanitario nazionale ci sono liste di attesa di due mesi, guai poi ad aver bisogno di una tac per la quale l’attesa diviene eterna o quasi, o ad aver bisogno una mammografia. Queste prestazioni sono talmente irraggiungibili che gli ospedali si sono attrezzati per i privati “a pagamento”, con attese più brevi ma visita in “notturna”, anche dopo le 21.00.

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Una follia. Una vera follia. Meglio non ammalarsi oppure, se proprio deve capitarti, meglio preferire la strada del day hospital o del breve ricovero ospedaliero per accertamenti. Un cardiopatico con un sospetto infarto vada subito al pronto soccorso, perché se attende due mesi potrebbe essere morto.

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In questi giorni ho scritto molto, ad iniziare con uno splendido documento con 121 pagine di allegati; un secondo documento bellissimo all’alba della riscossa e sto scrivendo un seguito gennarino alla semina autunnale.

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La cosa che mi rattrista di più è che sia giunto il tempo per l’intervento al mio adorato leoncino personale, divenuto un gigante rosso tigrato (deve essere proprio una questione etnica, infatti i maschi tigrati rossi che ho visto sono tutti enormi).

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L’intervento alle femminucce invece è l’equivalente di un cesareo ad una donna, con tanto di asportazione di utero e ovaie. Quindi, purtroppo tocca a lui, perché l’intervento sui maschietti mi dicono che non è invasivo ed il ricovero invece è in semi day hospital. Lo lascio la mattina e lo riprendo la sera.

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Però, nonostante le rassicurazioni del mio veterinario, io ho un cuore gonfio di preoccupazione. Anche se affido il mio principino allo zio vero di tutti i miei animali, ed al magnifico e generoso professionista che volle curare gratuitamente la micina cieca che dopo un salvataggio rocambolesco mi portarono a casa i miei ragazzi alcuni anni fa. E che ha curato amorevolmente anche Sara ed anche tutti i nuovi piccolini.

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Veramente mi piange il cuore. E non posso affatto evitarmi di sentirmi una egoista, perché io lo so che non gli sto evitando le risse da gatto di strada. Perché lui non è un gatto di strada, ma una bestiola intelligentissima e affettuosa. Ma, soprattutto, soffro al pensiero che possa soffrire il mio adorato piccolo gigante peloso. Sarà che dei tre è l’unico che mi vede ancora come la mamma, visto che non ha rivali e non si sente mai obbligato a farmi la smusonata di gelosia, tanto che ancora adesso se proprio vuol combinarne una delle sue mi guarda a lungo negli occhi per vedere se è permesso oppure no.

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Lato socio politico, comprendo l’opera di sensibilizzazione delle associazioni animaliste pro sterilizzazione, nonostante tutto però ritengo che sia un problema solo dell’egoismo umano. Roma è la città dei gatti e dei reperti archeologici. Lo era anche 30 anni fa e i gatti, che sono predatori, subivano un naturale controllo delle nascite. Oggi non c’è un solo gatto nei luoghi storici che non sia stato sterilizzato, infatti Roma pullula di topi e senza alcun rimedio.

L’uomo non si può sostituire alla Natura, ma come nei miti cari agli alchimisti può solo tentare, sbagliando, di sostituirsi a lei. Non è un caso che quello che noi chiamiamo civiltà, sia invece la distruzione sistematica del pianeta e delle specie.

E non è affatto un caso, che io, conoscendo bene la specie umana, le preferisca di gran lunga gli animali.

Lu’ 

capodanno anti cat-panico

admin on Gen-2-2011

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Il primo capodanno con i botti è filato perfettamente liscio per i miei cuccioli amorosi. Abbiamo voluto prendere alcune precauzioni perché la solita guerriglia del 31 dicembre spaventa molto il cane, mentre i gattini non vi avevano ancora partecipato.

Pur ritornando in casa prima della mezzanotte, fin dal tardo pomeriggio avevo sistemato vaschette di croccantini e ciotoline d’acqua nei punti strategici, ovvero i loro luoghi “alti” preferiti, e portato lì anche i giochi prediletti dal singolo cucciolo. Ma la vera ricetta per la serenità è stata quella di vedere me, presente e attenta alle loro preoccupazioni ed intenta all’ardua opera di tranquillizzare l’amico cagnolino.

Il vero problema è stato sempre il cane, che nonostante abbia ormai più di 6 anni, continua anno dopo anno a spaventarsi da morire. E nonostante la vicinanza di quella “santa” micia della mia amata Sara, che non solo non aveva alcuna paura dei dinamitardi dell’ultimo dell’anno, ma impassibile come solo i siamesi alle volte si godeva i giochi pirotecnici dalla finestra.

Il panico è contaggioso, così ho trovato giusto insegnare ai cuccioli a controllarlo e a non cadere vittime di gesti sconsiderati propri o delle zanne del cane spaventato e irrascibile.

Allevare un cucciolo è come avere un figlio, ma sono in tanti i distratti che non lo comprendono.

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Nella notte dell’ultimo dell’anno, infatti, io ho tentato il salvataggio del micio di conoscenti, che abita al piano terra ed è abituato ad uscire dalla finestra tornando a casa sempre a suo esclusivo gradimento. Abitudine sbagliatissima, che doveva indurre la famiglia a trattenerlo in casa dal giorno prima.

L’ho trovato quasi in preda al panico e vederci deve averlo rassicurato, tanto che ci è venuto incontro facendo le fusa e lasciandosi prendere in braccio.  Subito mi son fatta aprire il portone del palazzo dove vive, ma un primo “botto” rumoroso lo ha spaventato e mi è sfuggito riparando in cespuglio della siepe vicina. Conosco bene quel miciotto, di pochi mesi più grande dei miei, e so che comprende e ascolta le parole e ancor più i “gesti”. Così ho lasciato ben aperto il portone del palazzo invitandolo a tornare subito a casa. Non l’ho visto entrare, ma non ho dubbi che lo abbia fatto perché mentre gli parlavo dolcemente ma con tono serio guardava me occhieggiando il suo portone come via di fuga.

Poi via, di corsa, dai miei pelosetti adorati per fare in tutta tranquillità la mezzanotte in famiglia.

Lu’